Tour in Birmania...o Myanmar? | Viaggi Manuzzi

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Tour in Birmania...o Myanmar?

  • Ottobre 2012
  • Tipologia di viaggio: 
  • Destinazioni: 
    Asia
    Birmania
  • Silvia Amadori
- Ma la 'Birmania' è un Paese pericoloso! - Beh ma tanto io vado in Myanmar.
  • Durata del viaggio: 14 giorni e 12 notti.
  • Voli: Thai Airways via Bangkok.

 

Questo il mio itinerario ed alcune considerazioni personali:

 

YANGOON, 1 notte + 1 notte al rientro

Ho soggiornato all'hotel 'My Hotel', semplice ma pulito e comodo vicino alla Swedagon Pagoda che è una delle pagode piu’ grandi del paese, frequentatissima dai locali e molto suggestiva soprattutto al tramonto. La capitale non credo valga piu’ di 2 notti di soggiorno, io ho visitato questa pagoda, due buddhi enormi distesi ed, il giorno prima di ripartire, uno splendido boutique hotel in cui prendere un aperitivo o cenare (Governor’s Hotel) ed infine il Bogoye market in cui fare qualche acquisto a buon mercato di cose ancora carine, oggettistica in legno o bronzo e cianfrusaglie varie. Yangoon è una città asiatica, quindi piena di roba, camion pieni di roba, di case rotte e sporche, marciapiedi sconnessi, auto che suonano il clacson di continuo.. io ho trovato un clima umido e caldissimo come a Bangkok.. al rientro poi dopo aver visto il resto del paese mi è però sembrata addirittura una città 'moderna' al confronto con i panorami rurali del resto del paese.

LAGO INLE, 3 notti

L'hotel Hotel Inle Kaung Daing è molto carino, direttamente sul lago quindi già con un bel panorama. Ben tenuto e pulito, ho anche mangiato molto bene. E’ la tappa che mi è piaciuta di piu’ in assoluto. Le acque del lago sono davvero nere come dicono, i panorami cambiano dalla nebbia ed il silenzio dell’alba al caos dei mercati galleggianti... Ho visitato i villaggi sulle palafitte, le piantagioni galleggianti, i monasteri in legno intarsiato, i laboratori della seta, dell’argento e dei sigari. Vale assolutamente la pena rimanere 3 notti per ascoltare il silenzio di questo luogo incantato.

MANDALAY, 2 notti

Qui c’è il famoso ponte di teak piu’ lungo del mondo, che è un punto panoramico molto bello all’alba ed al tramonto; diverse pagode sempre tutte molto frequentate dai locali. Il vicino paesino di Mingun è molto suggestivo, ci sono diversi monumenti e stupa diroccati e danneggiati dai terremoti anche recentissimi, il tutto immerso in una vegetazione fittissima, il paese si visita con il carretto con il somaro e sembra di essere in un altro secolo. A Mandalay ho anche visto numericamente piu’ monaci che altrove, è stato molto toccante vedere all’alba la fila dei monaci per le strade che raccolgono le offerte dagli abitanti. Io sono entrata liberamente in tantissimi monasteri, trovando una accoglienza commovente e sempre tanti sorrisi. E' un paese molto religioso, si avverte ovunque ed in modo molto sentito.

PINDAYA, 1 notte

Tappa a 3h circa ci auto da Mandalay Pindaya è un paesino di montagna un po’ freak; il pernottamento e la città stessa sono anche evitabili, le grotte sono state una delle cose piu’ pacchiane viste nel paese e non valgono lo spostamento. Però il tragitto per arrivare a Pindaya è stato molto bello: strade di terra che attraversano colline tutte coltivate, io ne ho approfittato per fermarmi nei mercati lungo la strada, per fotografare le scene di vita rurale che sembrano medievali. Forse vale la pena perché ci si sente in un altro secolo ed è una tappa di grande relax.

BAGAN, 3 notti

Hotel Golden Myanmar a Nyang-U Hotel assolutamente indecente, mai visto niente di simile. Non c’è stato modo di spostarmi, a Nyang-U che si trova a 3km circa dal sito archeologico erano tutte guest house altrettanto brutte. La comodità della posizione era grande, dovuta al fatto che si arriva in bici alle rovine in 15 min circa.

Avevo aspettative molto alte che sono state in buona parte corrisposte: il sito è meraviglioso ed enorme, la sua imponenza si coglie però solo dall’alto e la maggior parte delle rovine non sono aperte alla scalata. Molte sono proprio chiuse con cancelli, in alcune si trova il gentile custode pronto ad aprire in altre chissà.. E’ tutto lasciato all'incuria del tempo.

Per me è stato importante sapere bene su quali rovine ci si poteva arrampiacere per vedere l’alba (forse qui piu’ spettacolare del tramponto) o per rimanere fino al calar del sole al tramonto. Le persone del luogo sono molto disponibili a dare informazioni, qui però cominciano anche ad esserci i primi venditori di inutilità da turisti che sono un po’ insisitenti. Io mi sono spostata in po’ in auto ed un po’ in bici, sarebbe bello girare sempre in bici ma non è molto fattibile per il caldo e per le strade sabbiose che nemmeno Valbonesi... Le bici si noleggiano ovunque ad un costo di 1 € al giorno. I complessi archeologici in rovina piu’ lontani da Nyang-U e da Old Bagan hanno degli affreschi all’interno davvero impressionanti per la finezza e la storia che rappresentano, ma alcuni non sono nemmeno illuminati all'interno, è fondamentale avere una pila potente anche di giorno. 3 notti mi sono sembrate ottime per fare una visita accurata e calma.

Informazioni utili per i prossimi viaggiatori:

CIBO: Ahimè non sono dimagrita nemmeno qui: cucina china/thai con sempre riso bianco e pollo, noodles e trempura.. ho "purtroppo" sempre mangiato decentemente. Sono stata però molto attenta perché in molto villaggi non c’è l’acqua né luce, figuriamoci il frigo. Negli hotel piu’ belli la cucina è internazionale, i clienti secondo me vanno avvisati che un po’ dovranno adattarsi ma io pensavo molto peggio.. Ho trovato alcuni buoni ristoranti di cucina indiana.

SI STA SEMPRE SCALZI: nelle pagode, nelle visite degli stupa anche quelli diroccati di Bagan (si sale al buio, scalzi, scalini sconessi e polverosi: la pila è vitale!!) e con qualsiasi tempo meteorologico, pestando un po’ di tutto. Utili sempre le salviette ma anche una scarpa che non vada sempre riallacciata (le crock – che dio mi perdoni - sono l’ideale)

COMMENTI PERSONALI: Ho trovato un paese accoglientissimo, con ancora pochi turisti (tutti gruppi e pochissimi italiani), grandi sorrisi e ospitalità, tanta natura e una religione buddista molto sentita. La vita quotidiana dei birmani è intrisa di buddismo, io avevo letto un po’ di cose sulla vita politica del paese e sulla dittatura, forse mi sarebbe stato utile anche leggere qualcosa sulla vita di Buddha. Il clima a novembre era splendido perché secco e caldo, per le visite di Bagan piu’ faticose è stato ottimale.

Ho tantissime belle foto, quelle professionali le ha fatte il mio caro amico Luca che ha viaggiato insieme a me, le trovate sulla sua pagina web, a questo link .

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