Corea del Sud: un viaggio nel futuro!

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Silvia Amadori

Date del viaggio:
dall’ 11 al 23 Aprile 2026

C’è un momento preciso, in ogni viaggio, in cui capisci che il luogo in cui sei non ti somiglia… e proprio per questo ti affascina. Per me, la Corea del Sud è stata questo: un equilibrio tra ordine e stranezza, silenzio e vitalità, estetica rigorosa e dettagli imprevedibili.

Seoul

Impeccabile, pulita, organizzata, quasi coreografata. Tutti sembrano usciti da un editoriale di moda, eleganti e curati in ogni minimo dettaglio, mentre nella metropolitana regna un silenzio surreale — parlare è considerato molto maleducato, sono tutti soli di fronte ai loro indispensabili telefonini, i mezzi arrivano tutti puntuali al secondo, i ritardi non sono contemplati!

Il primo impatto culturale arriva varcando le mura dell’imponente Palazzo Imperiale, padiglioni di legno immersi nel giardini con i ciliegi in fiore, i tetti a punta che si specchiano nel laghetto nel quartiere dedicato alla regina, sembra di passeggiare nella storia anche perché all’ingresso di si può noleggiare l’abito tipico (hanbok 한복) della dinastia Joseon: molti turisti ma anche molti coreani amano questa abitudine e soprattutto le coppiette si fotografano in posa con questi meravigliosi abiti storici.

Seul è una città in cui non si possono saltare i mercati: vivi, rumorosi, profumati, qui comincia il vero viaggio nel viaggio, quello gastronomico. Per chi è appassionato di street food è una gioia: ovunque, non solo tra le bancarelle ma anche lungo le vie dello shopping si trovano banchi che preparano snack per tutti i gusti, dagli spiedini di pasta di pesce lessata, alle focaccine dolci e salate a forma di orsetti e pesciolini, a piccoli panini tondi contenenti uova sode, alle frittatine di ogni tipo, tutto sempre accompagnato dall’immancabile kimchi: una salsina di cavolo fermentato nell’aglio, leggermente piccante, che i coreani adorano e di cui ogni famiglia ha la propria ricetta, gelosamente custodita.

Non può mancare poi il lato più contemporaneo della città: i musei di arte moderna, come il Leeum Samsung ad esempio e il quartiere della Piazza di Dongdaemun con quella struttura futuristica firmata dall’architetta Zaha Hadid che di notte si trasforma in un organismo luminoso, pulsante, quasi vivo.

Un aspetto imperdibile di questo viaggio è la cucina coreana: il cibo freschissimo, i mercati pieni di qualsiasi cosa, molto spesso fritta, il kimchi onnipresente e con una ricetta diversa in ogni città…

Daego

Per la seconda tappa prendiamo un treno veloce per Daegu, che di per sé una tappa funzionale, ma che apre la strada a uno dei luoghi più intensi del viaggio: il Tempio buddista di Haeinsa, un’esperienza fra le più belle fatte in questo viaggio perché, oltre alla bellezza della struttura originaria dell’802 immersa nel bosco, oltre alla sua atmosfera che molti definiscono “magica” perché qui si sono conservate perfettamente per centinaia di anni le 80mila tavolette di legno con le preghiere buddiste (Tripitaka Koreana) anche il fatto che ci fossero pochissimi pellegrini in visita ha reso questo luogo speciale e con una atmosfera mistica sospesa nel tempo.

Da Gyeonhju a Busan

Tappa successiva: la cittadina di Gyeongju, forse la tappa meno semplice perché la città è divisa in zone piuttosto lontane una dall’altra, la zona alberghiera per dormire negli hotel migliori si trova a bordo lago in una parte molto recente mentre il museo e le zone storiche sono a circa una mezz’ora di auto, così come il grande monastero buddista, quindi pianificare le visite non è semplicissimo, è bene pensarci prima per decidere quante notti fermarsi qui, Infatti avere un giorno in più può significare, per chi è appassionato, ad esempio programmare un trekking in collina nella zona boschiva disseminata di grotte sacre e statue antiche del budda.

La città che visiamo successivamente è Busan, la seconda città del paese, fatta di colli che scendono sul mare, davvero molto suggestiva: più alla moda, con tante baie sul mare piene di gente in vacanza. Io l’ho amata subito: ariosa, con questi bei panorami sul mare e tanti percorsi pedonali, tutto ben collegato. Un’ esperienza da non perdere è il trenino panoramico della Green line, la sky capsule: sicuramente un po’ turistico ma offre un incredibile scorcio panoramico sul mare.

Da Jeonju a Seoul

Passiamo poi a Jeonju: la tappa migliore per poter dormire nella parte storica della città tutta ricostruita con le case basse dai tetti tipici – si chiamano hanok. In inverno e in primavera fa piuttosto freddo e dopo una passeggiata nelle vie turistiche e una buona zuppa con i noodles, passare la notte nelle case tipiche, tutte di legno con i pavimenti riscaldati è una bella coccola. E’ una tappa molto turistica e da fidanzatini coreani, qui quasi tutti affittano il costume tipico e passano poi il tempo a fotografarsi negli angoli più caratteristici di questo quartiere, però un’ esperienza molto divertente.

Prima di terminare il viaggio, facciamo tappa nuovamente a Seoul, come potete immaginare per chi ha un debole per lo shopping è imprescindibile riempire la valigia prima di rientrare: i prodotti della skincare coreana, abbigliamento moderno ma anche ottimi tessuti, pelletteria e tantissima oggettistica, poi visitare nel quartiere di Gangnam tutti gli allestimenti degli store dei brand di moda orientali che sono diventati ormai mecenati per artisti contemporanei è un grande divertimento.

Questa Corea mi ha stupito nonostante mi fossi preparata…

…la grandissima pulizia di tutti i luoghi, il silenzio sui mezzi pubblici, la percezione immediata dell’estrema sicurezza e gentilezza (le persone che girano con le borse aperte, nessuno che alza gli occhi in metro per guardarti, ma se ti fermi per più minuti a guardare la mappa si ferma sicuramente qualcuno per chiederti se hai bisogno di una mano), nessuno sembra di fretta per strada, poi però le vie dello shopping di oggetti inutili quasi estranei a un adulto occidentale (e no, io non sono io quell’adulto) sono piene di ragazzi, il cibo eccellente che in qualsiasi tappa si è rivelato ancora meglio di quello che credevo – ho amato tutto!

Se questa destinazione ti stuzzica, abbiamo preparato un contenuto sul nostro BLOG con 5 curiosità sulla COREA del SUD, ti va di leggerlo? Clicca qui!

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